Ci sono festival in cui si balla, e ci sono festival in cui il concetto di realtà inizia a farsi un po’ sfocato. Videocittà appartiene decisamente a quest’ultima categoria.
Per sua stessa natura, negli ultimi anni il festival si è guadagnato la reputazione di contribuire alla rigenerazione di spazi urbani dismessi a Roma, dando a questi luoghi casuali non solo una seconda funzione, ma anche un motivo in più per essere vissuti oltre la loro destinazione iniziale. Lanciato originariamente dal fondatore Francesco Rutelli nel 2018, Videocittà torna ufficialmente dal 10 al 12 luglio per accogliere i grandi nomi della cultura digitale, collaborando con la società energetica Eni per esprimere tutto il potenziale dello straordinario spazio del Gazometro.
Questa volta, l’intera esperienza è plasmata attorno a un concetto che hanno battezzato Watercult. L’idea è quella di prendere l’acqua come risorsa, come paesaggio e come simbolo di quanto sia fragile il nostro ambiente in questo momento, conferendole una presenza fisica in tutto il sito. Sfruttando la potenza dell’arte digitale, dell’innovazione tecnologica, del talento musicale e di un’immaginazione senza freni, il festival esplora come tutti questi elementi possano connettersi con la natura nel modo più armonioso possibile.
Anche se c’è da aspettarsi la presenza di molti artisti provenienti da diversi ambiti della consapevolezza digitale, abbiamo selezionato alcuni nomi di spicco che secondo noi non dovreste perdervi sul posto, in ordine del tutto casuale.

Apparat (DJ Set + Musica per “In Lympha”)
La carriera di Apparat si è mossa silenziosamente all’incrocio tra emozione umana e suggestioni digitali. Conosciuto anche come il “rat” dei Moderat, a Videocittà la sua presenza si sdoppia in una dimensione interamente solista. Oltre a un raffinato DJ set sul Main Stage, caratterizzato dalle sue tipiche sfumature malinconiche, Sascha Ring firma l’esclusiva colonna sonora dell’installazione immersiva “In Lympha”, all’interno dell’Opificio 41. Reinterpretando il suo iconico brano “Black Water” in occasione del suo quindicesimo anniversario, il suo sound si trasforma progressivamente in un elemento architettonico vivente, capace di alterare la percezione fisica dello spazio in cui risuona.

Cao Yuxi (Installazione immersiva)
Noto per la sua capacità di bilanciare un’immensa scala spaziale con una meticolosa attenzione ai microdettagli, Cao Yuxi tratta gli schermi come una tela senza confini. Posizionando la sua imponente installazione, “Nature’s Computility”, all’interno dell’Opificio 60 Nord (un magazzino industriale dismesso che verrà aperto al pubblico per la prima volta), il festival scommette sulla sua capacità di trasformare la complessa fisica delle particelle e i codici di dati in un paesaggio completamente immersivo. Il suo lavoro non nasce per essere un semplice spettacolo tecnologico; al contrario, è un’osservazione intuitiva di come l’arte digitale possa ridefinire silenziosamente la realtà spaziale di chi la vive.

Giuseppe La Spada, Francesca Heart & Amanda Lana (Installazione immersiva e live performance)
Questa collaborazione è essenzialmente una meditazione sulla fluidità, capace di gettare un ponte tra la memoria organica e l’essenza metallica del luogo. Giuseppe La Spada, insieme a Francesca Heart e Amanda Lana, presenta “Water: Always the same, always different”, un progetto dalla doppia anima, concepito sia come installazione ambientale che come performance dal vivo. Attrappo visuali minimali, paesaggi sonori interattivi e movimento, l’opera cattura la natura ciclica dell’acqua, mostrandola come qualcosa di costante eppure interamente rinnovato, in netto contrasto con la rigida griglia di ferro del Gazometro.



Mace (DJ Set AV)
Tra i produttori più influenti d’Italia, Mace va oltre le sue radici hip-hop d’origine per esplorare una fusione ibrida di club culture elettronica, psych-ambient e jazz. Per questo set, sviluppato insieme a Sugo Design, la sua performance si allinea perfettamente con il tema dell’acqua che fa da filo conduttore al festival. Al posto delle classiche luci stroboscopiche, il palco sarà incorniciato da simulazioni fluide organiche e proiezioni digitali liquide che mutano in tempo reale, rendendo il live set incredibilmente intuitivo.

Sara Persico & Mika Oki (Musica AV)
L’incontro tra l’artista sonora napoletana Sara Persico e la visual artist di base a Bruxelles, Mika Oki, è un vero e proprio esercizio di atmosfera. I vocalizzi astratti e le texture industriali della Persico radicano il suono, mentre Oki usa luce, fumo e ombre per trasformare la percezione dello spazio fisico circostante. Insieme, daranno vita a un ambiente minimalista dalle atmosfere notturne, capace di esplorare i confini tra ciò che si sente e ciò che si riesce effettivamente a vedere all’interno del sito industriale.


