Uscire a Bologna

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Consigli utili per vivere esperienze autentiche e serate indimenticabili a Bologna

A che ora si esce e com'è la vita notturna a Bologna?

Bologna è la più antica città universitaria Europea, con una delle popolazioni studentesche più numerose, vive e attive d’Europa. Te la puoi girare tutta a piedi, cosa non scontata per una città con quattrocentomila abitanti e con una rete di trasporto pubblico abbastanza efficace (con tanto di linee notturne - una rarità, per l’Italia). Il centro, racchiuso dai viali della circonvallazione, è al tempo stesso raccolto e vasto: raccolto, perché è tutto contenuto in un esagono molto compatto e denso; vasto, perché ha una estensione notevole, si tratta infatti di uno dei centri medievali più ampi al mondo. Se attorno tutto è razionale e ben delineato, dentro invece è tutto una scoperta. Il sapore antico delle case del quindicesimo e sedicesimo secolo, vicoli, scorci segreti. In questa città si può stare veramente bene, e la notte può diventare un posto confortevolissimo, o molto avventuroso, da vivere. Se prima di uscire devi fare qualche acquisto dell’ultimo minuto, ricordati che molti negozi, soprattutto quelli non in centro, chiudono il giovedì pomeriggio (e non il lunedì, come in altre parti d’Italia). Per quanto riguarda il mangiare, i bolognesi pranzano verso le 13 e cenano verso le 20:30, orari standard italiani. Quelli che vogliono iniziare a bere presto, si ritrovano in un bar verso le 18, dove ci si può anche godere un aperitivo con deliziosi piatti tipici. Dopo cena invece, i bar delle zone più movimentate iniziano a riempirsi intorno alle 22 e chiudono quasi tutti verso le 2. I club si riempiono verso l’1:30 di notte e chiudono, a seconda della zona in cui si trovano, fra le 5 e le 6 del mattino. Spesso ci sono ordinanze comunali che impediscono di consumare alcolici all’aperto: informati, sono rispettate molto scrupolosamente. La zona universitaria e quella del Pratello sono un po’ più “libere”, ma in generale non è il caso di consumare droghe leggere all’aperto. Se giri in bici, attenzione: legala sempre quando ti fermi da qualche parte. Come ogni altra città, bisogna fare attenzione e non fare troppo rumore per strada, soprattutto nel centro storico, o qualcuno potrebbe lamentarsi e chiamare la polizia.

Quali sono i migliori quartieri per uscire a Bologna?

Partendo dal centro, nelle zone di Piazza Maggiore, del Nettuno, delle Due Torri, del Quadrilatero e dell’area del Mercato, si va per mangiare e fare la spesa insieme alle storiche famiglie ricche cittadine. Due sono i “cuori notturni”: Via del Pratello (da sempre la “via degli artisti”), una meravigliosa via piena sempre di vita a qualsiasi ora – vicini malmostosi permettendo – con molti bar e ristoranti mai troppo costosi, nonché parecchia gente assai estrosa; e Via Mascarella, meno avventurosa, ma ben incastonata nella zona universitaria. Durante il giorno, nasce tutto da Piazza Verdi: nel bene e nel male. In centro sono rimasti pochi club e sale da concerto. Vicinati accigliati hanno portato a varie chiusure. Al Pratello si può sentire del buon jazz al Barazzo Live spendendo poco, così come alla Cantina Bentivoglio o al Bravo Caffè in zona Mascarella, ma i prezzi e l’età media lievitano. La vitalità della città porta a continue aperture e riaperture di posti sperimentali, dove ascoltare session improvvisate di noise, musica barocca o guardare le ultime evoluzioni nelle arti multimediali più estreme; spesso d’estate determinate piazze diventano affollatissimi luoghi di ritrovo – tieni sempre d’occhio cosa succede nell’area tra MamBo, la Cineteca Lumiere e il Cassero. A proposito: è forse l’unico club vero e proprio che resiste in centro, oltre all’interessantissimo Studio 54 e al neonato USB, ed oltre a quell’assurdo ma bellissimo ed imperdibile posto che è Nero, il più importante centro di documentazione culturale LGBT in Italia. Nel quartiere San Donato si trova lo storico Covo Club, piccolo tempio dell’indie con una storia pazzesca e un presente ancora ottimo. Poi, andando quasi verso il nulla, si trovano il Sottotetto, tempio del reggae, e il leggendario Link. Un po’ meno leggendario rispetto alla sua prima versione dietro la Stazione Centrale, che negli anni ‘90 insieme ai “vecchi” TPO e Livello 57 ha reso Bologna il posto più interessante, estremo ed avanguardista d’Europa in musica; ma ancora adesso se apre garantisce quasi sempre delle serate d’impatto in campo house e techno, seppur molto più convenzionali. Il Livello 57 non c’è più, mentre il TPO si è trasferito nella “raggiera” di Via Zanardi. Infilare Via Stalingrado significa prima “sorvolare” dal cavalcavia posti interessantissimi: il Freak Out, il Buco, il Mikasa e, poco più in là, il tempio della musica live di qualità Locomotiv. E poi finire dalle parti del Kindergarten, più underground, mutevole ed imprevedibile, e del Numa, con grandi numeri, bella gente e serate EDM, così come della Fiera, negli ultimi anni sede di roBOt Festival. A parte il Link e il Sottotetto, tutti gli altri posti, con pazienza e buone gambe, si possono raggiungere a piedi.

Quanto costa una serata fuori a Bologna?

Bologna è una città dove mangiare potrebbe essere abbastanza caro, pizza e birra difficilmente le troverai a meno di 15€. Una cena media ti costerà attorno ai 25€, 30€ euro a persona; i drink nei bar anche eleganti difficilmente superano i 7€, e un buon bicchiere di vino si trova a 4€ o 5€ euro. A tuo rischio e pericolo, ci sono ancora molti bar storici che offrono grappini a 2€: consulta bene il fegato prima di avventurarti in questa direzione. In generale, non ci sono zone particolarmente economiche, tolti i bar “da battaglia” in Pratello o zona universitaria, così come non ci sono zone troppo costose. Per quanto riguarda il divertimento, la grande presenza di studenti e un po’ anche la tradizione cittadina hanno aiutato a tenere i prezzi ancora ragionevoli. Certo, per i grandi nomi della musica live e del deejaying i prezzi sono ormai standardizzati (e sono alti), ma non è difficile trovare serate o concerti con ingressi a non più di 5€ o 10€. Unica avvertenza: molti posti richiedono, oltre al biglietto d’ingresso, anche una tessera annuale (Arci, Aics o altre, attorno ai 10€). Se si sta in città almeno per tre, quattro giorni è una spesa che si ammortizza in fretta. Se così non è, bisogna comunque farsi andare bene la cosa e non protestare: i gestori rischiano multe altissime se fanno entrare persone senza tessera.

Qual è il Druso code a Bologna?

Nonostante Bologna sia una città strapiena di studenti, bisogna fare una distinzione: gli studenti universitari bolognesi sono per lo più ben vestiti, eleganti, e se provengono da buone famiglie spesso ci tengono a farlo notare nei posti più fighetti; gli studenti universitari fuorisede invece sono molti informali e in qualche caso ti fanno pensare di non essere ancora uscito dagli anni ’90 dei rave e del cyberpunk, tra pantaloni militari larghi, piercing e tatuaggi da raver. In generale Bologna è una città tollerante dove è più importante come ti comporti piuttosto che come ti vesti. Con l’eccezione dei posti più ricchi e “commerciali”, ogni forma d’espressione è permessa e apprezzata. Non farti troppi problemi. Non “tirarti” troppo se vai in Pratello in Mascarella: non ce n’è bisogno e comunque ti compatirebbero un po’ (…quanta birra o vino avresti potuto comprare invece di quei costosi capi firmati?).